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Quasi un secolo
d'amore per il mare.

La Storia

La prima cooperativa fra pescatori nella zona di Goro e Gorino risale al lontano 1931 con la ragione sociale "COOPERATIVA PESCATORI DI GORO".

1946-47

la "COOPERATIVA PESCATORI DI GORO" ha cercato di organizzarsi in forma democratica adottando alcune iniziative nell'interesse dei soci.

1950-51

presso la sede sociale, é stato inaugurato il nuovo mercato ittico all'ingrosso, con i relativi uffici amministrativi. Nel frattempo si erano costituite altre cooperative le quali, con la nascita del Comune di Goro, avevano fatto richiesta alla "COOPERATIVA PESCATORI DI GORO" di gestire insieme il Mercato Ittico all'ingrosso (punto di conferimento del prodotto pescato da tutti i pescatori di Goro e Gorino).

1971

(dopo 40 anni dalla costituzione della prima cooperativa) viene costituito il "CONSORZIO FRA COOPERATIVE PESCATORI" con la partecipazione di molte cooperative locali. Negli anni successivi, attraverso una fusione, tutte le cooperative sono state incorporate nel "Consorzio fra cooperative pescatori" che nel 1977 ha cambiato ragione sociale in "CONSORZIO PESCATORI DI GORO".

1983

è avvenuta l'inaugurazione del nuovo mercato ittico all'ingrosso. La struttura è del Comune di Goro, mentre la gestione è del "CONSORZIO PESCATORI DI GORO" (Copego).

Coltivare il Mare

L'espressione "Coltivare il mare", rappresenta il cambiamento di mentalità che segna il passaggio da una concezione tradizionale della pesca, ad una nuova che si basa sull'utilizzo delle ricchezze marine per l'alimentazione.

Questo spostamento dell'approccio alla risorsa rappresentata dalla vongola verace, dalla mera attività di pesca ad una basata su tecniche di acquacoltura, è favorita dalla "concessione" e quindi dalla capacità di gestire le risorse in maniera razionale (pianificazione della semina e/o degli spostamenti di prodotto da aree meno produttive ad altre più idonee all'accrescimento, attuazione delle operazioni di pulizia degli impianti).

Il territorio

Il Po' con l'apporto quotidiano di terra e sabbia ha modellato nei secoli, lungo la sua foce, le isole orizzontali alla linea di costa, utili al riparo delle mareggiate, con internamente sacche o lagune.

Nasce così lo scanno di Goro, chiamato anche isola dell'amore. Una lingua di sabbia che diventa subito l'indiscusso palcoscenico di una natura selvaggia e incontaminata, dove piante come tamerici e salicornie incrociano i voli degli uccelli selvatici.

Tra la fine del '700 e l'inizio dell'800 sorge in questa laguna, direttamente colegata al mare, l'abitato di Goro cotruito da navigatori diventati pescatori. Uomini e donne che hanno faticato subendo alluvioni, hano sofferto in una natura inizialmente non ospitale, ma che assecondandola hanno saputo, con lei, creare un posto unico al mondo.

Distribuzione

Tutti i giorni, grazie all'uso di mezzi propri refrigerati e a sinergie societarie, nonchè l'utilizzo di servizi e piattaforme forniti da primarie ditte nazionali, le confezioni di molluschi "vivi" arrivano nelle più importanti città italiane, in Spagna, nel sud della Francia, in Germania e nei paesi dell'Est.