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600 Ettari
di Allevamento

Il Tesoro di Goro

La molluschicoltura è, fra le attività di acquacoltura tradizionalmente intraprese nella Sacca di Goro, quella che ha raggiunto lo sviluppo maggiore e gli allevamenti occupano ormai circa 10 Km2 dei suoi 27 Km2 totali.

Se l'allevamento della vongola verace filippina (Ruditapes philippinarum), specie alloctona di origine asiatica, rappresenta la produzione più importante, non bisogna dimenticare la presenza di impianti fissi di cozze (Mytilus galloprovincialis) in sospensione, l'attività di mitilicoltura su fondale sia in allevamento che su banco naturale e l'attività di pesca di ostriche della specie Crassostrea gigas su banco naturale. Risalgono agli anni '70 - '80 le sperimentazioni sulla riproduzione dei molluschi, realizzate in collaborazione con l'Università di Ferrara, che hanno portato al varo dell'allevamento di cozze e vongole veraci. Il Copego opera in una delle aree più fertili per la molluschicoltura ovvero il Delta del Po.

In particolare, il Consorzio possiede ampi impianti di allevamento in Concessione Demaniale Marittima nella Sacca di Goro che, grazie alle sue caratteristiche, è stata oggetto di una cospicua raccolta di cozze e vongole veraci su banco naturale sin dagli anni Settanta. Con l'introduzione di allevamenti su fondo e in sospensione e con l'inizio della commercializzazione di molluschi su scala nazionale ed internazionale, il Consorzio è andato costituendo un complesso ed avanzatissimo sistema di acquacoltura. Oggi questa attività si svolge su 620 ettari di allevamenti di vongole veraci nella Sacca di Goro e circa 1100 ettari per i mitili, presenti sia in Sacca sia al largo dello Scanno di Goro.

La superficie in concessione al Consorzio Pescatori di Goro destinata all'allevamento di vongole veraci ammonta a circa 600 ettari ed è situata all'interno della Sacca.

L'intera superficie è poi suddivisa in campi, ognuno dei quali presenta diversa metratura, diverse caratteristiche idrodinamiche e morfologiche e, come conseguenza di queste ultime, una diversa produttività. Il Consorzio Pescatori di Goro, coadiuvato dal Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Ferrara, organizza almeno tre volte all'anno una serie di sondaggi finalizzati alla determinazione della consistenza della popolazione di vongole presenti nella concessione. I dati, elaborati sulla base di campionamenti statistici, permettono di intraprendere diverse strategie gestionali riguardanti lo spostamento da zone ad elevata densità ad altre ritenute più idonee, la semina del novellame e la preparazione dei fondali per la semina stessa. L'elevata capacità riproduttiva della vongola verace ha sempre reso disponibili grandi quantità di seme naturale anche se tale abbondanza all'interno della concessione non è stata costante negli anni. Proprio per questo motivo, il Copego ha intrapreso un'intensa campagna di semina di vongola verace che affiancasse il reclutamento naturale già dal 1994.

Le operazioni di semina si articolano principalmente in due fasi distinte:

  • semina diretta su terreno, in vivai, con novellame proveniente da schiuditoio o con novellame selvatico acquistato da terzi o conferito dai soci.
  • spostamento di novellame all'interno della concessione da zone ad elevata densità in vivai ritenuti più idonei all'accrescimento.

Gli impianti fissi interni alla sacca sono stati superati dai più moderni e produttivi impianti off-shore che si sono sviluppati a circa tre miglia dalla costa. Il Consorzio Pescatori di Goro è titolare di un impianto di molluschicoltura del tipo long-line situato al largo di Porto Garibaldi. L'impianto è costituito da una serie di filari, distinti in diverse tipologie in funzione della lunghezza complessiva del singolo filare e dal numero di ormeggi presenti. Presso l'impianto operano circa 15 società ognuna delle quali ha in gestione un numero variabile di filari.

La concessione destinata a tali impianti ammonta a circa 10.185.000 m2 ed è suddivisa in due zone denominate “Copego 1” e “Copego 2”. In queste zone sono stati stesi in totale circa 143 Km di cavo. Ogni cavo, della lunghezza di 1 Km, è suddiviso in campate di circa 100 m ed è ancorato al fondo con massi in calcestruzzo del peso di 12 tonnellate. Il cavo sul quale vengono appese le reti tubolari contenenti le cozze, viene mantenuto ad una profondità variabile fra 1,5 e 2 metri con appositi galleggianti. Oltre alla funzione di sostegno per le calze, il cavo funge anche da captatore del novellame di cozze. Rispetto ai normali motopescherecci utilizzati per la pesca tradizionale, le imbarcazioni che lavorano presso questi impianti sono, generalmente, più spaziose (per consentire una buona capacità di carico e per rendere più agevoli le operazioni di incalzo e sgranatura) e veloci (per poter raggiungere nel minor tempo possibile le zone di allevamento).